90 anni di Aero Club Milano

Non ci si annoia mai! Questo il bello dell’Aero Club Milano.
Nato nel 1926 per “ordini superiori” il piccolo Aero Club “Pensuti” si è dovuto inventare un grande aeroclub, negli anni 30 i soci erano oltre 1000, solo un centinaio i piloti, ma subito l’impresa di mantenere in comune accordo un elevato numero di teste si è rivelata difficile e dopo solo tre anni il club è stato commissariato.

Poi la seconda guerra mondiale ha interrotto l’attività aeroturistica e sportiva e solo nel 1948, terminati i divieti imposti dagli alleati si è potuto ripartire con una sottoscrizione e l’acquisto dei primi due velivoli, due Piper J3, I-MALO e I-MALU. Tra gli “Amici dell’Aero Club Milano”, come si facevano chiamare i rifondatori, alcuni dei piloti presenti il giorno della nascita, il 13 settembre 1926, Guagnellini, Gavazzi e altri.

Nei primi anni ’50 i volovelisti si separano per esigenze operative, mentre nel 1960 avviene il trasferimento dall’aeroporto di Linate, in forte espansione di traffico commerciale, a quello più piccolo di Bresso.
Il club cresce e dopo aver aver seguito i primi “piani rinnovi flotta” dell’Aero Club d’Italia con l’acquisto di Siai Marchetti S-205, Partenavia P66 e P68, inizia a fare di testa sua, incentrando l’acquisto degli aerei su due case americane che dominavano il mercato aeronautico occidentale: Cessna e Piper. Questa scelta è corretta, negli anni ’80 si acquistano aerei usati anche negli USA, poi a metà anni ’90 si passa al nuovo con alcuni nuovi Piper PA28 e l’arrivo in due esemplari della versione R del Cessna 172, appena rientrata in produzione dopo alcuni anni di fermo.
Intanto i piloti di Milano primeggiano, guidati dal fuoriclasse Dallan, nell’acrobazia a motore e la scuola sforna pilota acrobati con Mudry CAP10.

Poi a metà anni 2000 Aero Club Milano, grazie ad una scelta lungimirante del direttivo, è tra i primi a dotarsi di aerei con avionica digitale Garmin G1000 apprezzati dai soci dopo una prima tiepida accoglienza.
Dopo il 2010 comincia quella che viene definita una “guerra” tra club, di cui abbiamo trattato in cui questo blog e su cui non torneremo.

Nel 2012 viene scelto per il rilancio dell’aeroclub il Czech Sport Aircraft PS28, la serata per la sua introduzione in flotta è una di quelle che non si vedevano da anni con un buffet negli hangar al tramonto.
Qualcuno prova a chiamare i Carabinieri per rovinare la festa che prontamente arrivano dal raccordo della pista 36 con un Fiat Punto e “fermano” il sottoscritto con il figlio di 8 anni, due parole, capiscono e fanno dietro-front.

Ma il progetto PS28 per attirare nuovi soci ad un costo inferiore si rivela un fallimento. A me ha ricordato molto il progetto World Class PW5 nel volo a vela, nato con lo stesso scopo e naufragato miseramente.
Nuovi soci, anche giovani arrivano nel frattempo all’Aero Club Milano, ma volano sugli inossidabili Cessna 172M e sui nuovi con avionica digitale. L’uso del PS28 che nel volo ultraleggero gode di un notevole successo, a Bresso, è quasi nullo.

Nel frattempo il mondo è cambiato. L’Europa impone la libera concorrenza e i funzionari di ENAC, ligi al dovere, mettono all’asta le strutture dell’aeroporto di Bresso e di altri aeroporti. Si salvano, per il momento, quello di Rieti e pochi altri. Circa metà delle strutture, inclusa l’officina, la segreteria, la presidenza e un’aula didattica, vengono sottratte al club e rimangono lì abbandonate. Segno che non sempre il diritto comunitario aiuta!
Il turbocapitalismo crea ricchezza un po’ ovunque, ma trovare nuovi soci con la capacità di spesa necessaria a conseguire una licenza aeronautica anche a Milano non è così facile. Le statistiche dicono che anche volo a vela e volo ultraleggero, più accessibili, sono in contrazione da anni.

A breve si terranno nuove elezioni per scegliere il nuovo consiglio e il nuovo presidente che rimarranno in carica solo pochi mesi per poi doversi rimettersi di nuovo in gioco come insegna lo statuto tipo degli aeroclub. I candidati sono due un pilota con oltre 45 anni di attività, Gianandrea Caravatti, e un avvocato professore di diritto appena brevettato, Antonio Giuffrida. Entrambi propongono una rifondazione del club, come ne hanno già viste tante i soci, ma difficile capire come riusciranno in questa impresa. Impossibile dire chi vincerà questa piccola competizione.
Ma l’Aero Club Milano ancora una volta prova ad innovare. Presentazione dei candidati tramite email e social network e cena una settimana prima delle elezioni per presentare, in stile talk show, i candidati, la loro squadra e i loro programmi. Cose mai viste negli aeroclub.
L’avventura continua.

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