L’Aero Club Bresso stenta a decollare

In questo articolo vorrei fare il punto sull’attività dell’Aero Club Bresso, in quanto mi è stato rimproverato (non molto amichevolmente) da uno dei soci di non averne seguito l’attività.
In realtà non è così ho seguito i loro primi passi, ma verso la metà del 2013 decisi di non trattare più la diatriba tra Aero Club Milano e Aero Club Bresso e così questo blog non ha visto aggiornamenti in merito.
Vediamo di accontentare il pilota Massimo Giuseppe Agliati, socio del club e “registrant” del dominio aeroclubresso.net (come ricorderete i due nomi a dominio aeroclubbresso.com e aeroclubbresso.it sono mantenuti dal sottoscritto in funzione SEO da prima che nascesse il loro club).

I soci dell’Aero Club Bresso sono, secondo voci di hangar, una trentina.

Tra questi alcuni tra i migliori piloti sportivi presenti in Italia come Matteo Barbato che ha ottenuto la vittoria in avanzata al campionato italiano e un’ottima posizione in due prove del campionato del mondo di volo acrobatico a motore su aereo CAP 232 e la venticiquesima posizione finale, Rodolfo Natale (52 ai WAAC 2014) su CAP 231, Gianfranco Cillario, terzo nella categoria illimitata al campionato italiano e Marco Bosoni.
Mi scuso se dovessero esserci altri soci sportivi, ma non seguo più le gare di volo acrobatico dal 1992 e non ho mai comprato la rivista JP4 che per alcuni anni ha seguito e forse segue ancora queste gare.

Tra i soci dell’Aero Club Bresso ce ne sono alcuni che hanno fatto gare di rally. Mi sembra di ricordare Dante Frigerio (uno dei consiglieri) e Stefano Cristiano Franzosi (revisore), ma anche in questo caso potrei sbagliarmi
perchè le gare di rally aereo proprio non le ho mai seguite!

Gli istruttori di volo sono almeno tre: Agostino Arosio, didattica un po’ rude, ma impareggiabile capacità a trasmettere tutti i segreti del volo, Marco Lorenzi, un pilota Alitalia con un sano spirito imprenditoriale (sua la scuola di volo C.DO che per un paio d’anni ha operato su Bresso, salvo poi essere “allontanata” sul meno frequentato aeroporto di Voghera) e Maurizio Costa, pilota Alitalia e istruttore acro.

Solo due parole per la famiglia Corte, il papà Andrea, avvocato, già presidente dell’Aero Club Milano, di AOPA Italia e ora consigliere di ENAV e le figlie Elena e Paola anch’esse presumo socie del nuovo club.
Dalla pagina facebook del club si apprende che Paola ha volato in Belize l’estate scorsa, lo terremo presente nel computo delle ore volate.

Tra i soci ci sono sicuramente giudici di gare e direttori di manifestazione in quanto il club ha organizzato il campionato italiano di volo acrobatico e una manifestazione aerea a cui hanno partecipato le Frecce Tricolori, ma non so dirvi di più.

Il presidente dell’Aero Club d’Italia Giuseppe Leoni e il presidente dell’Aero Club Bresso Andrea Corte hanno offerto lo status di socio onorario all’ufficiale pilota e astronauta Samanta Cristoforetti. In merito vi beccate “no comment” per carità di Patria da parte mia.

Parliamo della flotta aerea o meglio della mancanza di un flotta.
L’Aero Club Bresso non ha una flotta aerea, infatti i tre velivoli elencati nel sito web non appartengono al sodalizio. Il Cessna I-AFAF dovrebbe essere della Orio Air Services e affittato per 100 ore l’anno dal club, 100 ore che pare non siano state effettuate con conseguente rinegoziazione del contratto, di cui non so dirci i particolari.
Il bimotore Piper Apache, soprannominato Gommolo, dovrebbe appartenere all’avv. Corte e ceduto al club “benevol” ma anche queste informazione è da prendere con le pinze perchè non ho voglia di cercare nei vari registri online.
Il PS-28 viene affittato dalla società Fedair.
Io provengono dal volo a vela, dove la maggioranza dei piloti vola con aliante privato, quindi considero questi parte del club. Purtroppo viviamo in un paese dove si cerca di non mostrare per quanto possibile la proprietà di un aereo e infatti i velivoli privati, utilizzati soprattutto nel volo acro, nel sito del club non vengono menzionati.

Le ore di volo nel 2013 sono state poche, difficile quantificarle perché molti soci dell’Aero Club Bresso volano appunto su aerei privati, rimane il mancato target delle 100 ore da parte del Cessna 172 che dovrebbe rappresentare il perno dell’attività. Interessante il volo in Belize della consigliera Paola Corte, ma difficilmente avrà superato le 20/30 ore nell’arco di una breve vacanza.
Si può ipotizzare un totale complessivo di 450 ore, ammettendo un media di 15 ore a socio o 600 ore nel caso la media ore raggiunga 20 ore. Ma quest’ultimo numero è difficile da raggiungere (per loro).

L’Aero Club Bresso (30 soci) ha fatto di tutto per sottrarre spazio all’Aero Club Milano (240 soci, oltre 20 aeroplani in flotta più aerei privati) e ci sta riuscendo. ENAC ha emanato diversi bandi di gara per l’assegnazione delle strutture sull’aeroporto di Bresso. Cosa ne penso l’ho scritto nel precedente articolo, qui voglio solo sottolineare il “piccolo” conflitto di interessi nel ruolo dell’avv. Andrea Corte, presidente dell’Aero Club Bresso e consigliere di ENAC che fa di tutto (comprese due chiusure forzate) per mettere in difficoltà l’Aero Club Milano.

Sono a conoscenza di quattro piloti che hanno abbandonato l’Aero Club Milano, ma che non hanno seguito piloti dell’Aero Club Bresso nonostante il “basso” costo della quota sociale. Uno ha scelto di volare a vela a Calcinate, due hanno preferito altri club lombardi, l’Aero Club Brescia e l’Aero Club Varese di Venegono e un altro ancora il più lontano e oltre confine Aero Club Lugano, dove mi si dice sia giunto un aereo Cirrus, praticamente assente nei club italiani. Per ragioni di privacy ovviamente non posso fare i nomi, ma evidentemente l’offerta dell’Aero Club Bresso non era poi così allettante!

Mi sembra di non aver dimenticato nulla, rimane il mio giudizio molto negativo su questo sodalizio come già scritto in precedenti articoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *