Andrea Corte… per favore accetta il Cessna 172 dell’Aero Club Milano

Non conosco Andrea Corte di persona, ma mi permetto di dargli “del tu”, come mi hanno insegnato a Calcinate.

Io ho iniziato a volare con Andrea Corte presidente dell’Aero Club Milano, poi per un lungo periodo mi sono dedicato al volo a vela (con scarsi risultati, non ditelo a nessuno), ma ho seguito la sua costante carriera aeronautica, ammirando la sua tenacia per la diffusione in Italia del volo sportivo, prima come presidente di aeroclub, di AOPA, poi come collaboratore del nuovo presidente AeCI e infine come consigliere ENAC.

Non vi so dire come abbia raggiunto questi vertici perché quando ero giovane bigiavo le assemblee del club e, all’ultima, in cui l’ho visto candidarsi alla presidenza ha farfugliato pochi concetti sconnessi, rimediando una sonora sconfitta. Scrive decisamente meglio.
Si è presentato senza una precisa strategia e ha commesso errori che non avrebbe fatto un allievo pilota, socio del club da pochi mesi.

Decisamente più combattiva è la figlia Paola, avvocato come il papà, sia dal vivo sia sui social network, in grado di contrastare gli avversari più ostici.

Andrea Corte ha sicuramente fatto del bene, sia in passato sia recentemente all’Aero Club Milano, ma qualche volta nella vita si sbaglia, così come con l’amico Giuseppe Leoni ha sbagliato a gestire i rapporti con l’Aero Club Vergiate, l’Aero Club Centrale Volo a Vela e la Scuola Nazionale Elicotteri di Lugo, più forse qualcun altro che non conosco.

E credo che abbia sbagliato, pochi mesi fa, quando ha deciso lo “spin off” di una minoranza di soci con la nascita dell’Aero Club Bresso.

Come avrai capito, Andrea, io non sono bravo nella sottile arte diplomatica, dico quello che penso e, naturalmente, anche io sbaglio continuamente.

Forse sbaglio anche adesso, ma ho appreso, poco fa, da una email che hai rifiutato il prestito di un Cessna 172 dell’Aero Club Milano. Così mi permetto di suggerirti di accettare la proposta di Paolo Franzo e Paolo Gavazzi, non per te o gli amici che ti hanno seguito, ma per cominciare un percorso di pace tra il tuo nuovo club e l’Aero Club Milano e concludere questa stupida “guerra di Bresso” che fortunatamente ha provocato solo qualche danno ad alcuni aerei.

Tutte le volte che ho visto uscire, con le proprie gambe, un pilota da un aereo distrutto l’ho abbracciato come un fratello.
Credo che l’offerta che ti è stata fatta, abbia lo stesso valore.

5 comments

  1. Egregio Signore,
    tralascio i Suoi commenti su ciò che io avrei fatto di buono o di cattivo nella vita perchè francamente la polemica con Lei non mi interessa.
    Per quanto riguarda l’offerta che io dovrei accettare, occorrerebbe anzitutto che essa fosse stata fatta.
    A me non risulta.
    Andrea Tremolada mi disse l’altro giorno che mi sarebbe stata fatta questa offerta ma poi, parlando con Paolo Franzo, lo stesso mi spiegò che vi erano difficoltà tecniche.
    Dubito quindi che vi sia una seria volontà di prestarmi un aeroplano da parte dell’Aero Club Milano.
    Anche nell’ipotesi che l’offerta fosse vera, penso che sarebbe valsa la pena di comunicarmelo, prima di fare dei comunicati come il Suo. Inoltre, in un’ottica di pace, sarebbe stato più opportuno fare un discorso serio.
    Non si può coltivare la causa al TAR intentata dall’Aero Club Milano contro l’Aero Club Bresso, finalizzata alla distruzione dell’Aero Club Bresso medesimo, e poi fare il bel gesto di smarcarsi dai fatti accaduti offrendo in prestito un aeroplano.
    Consideri che la “guerra” è così fatta: noi non ci siamo più riconosciuti nelle decisioni adottate dai responsabili dell’Aero Club Milano e ce ne siamo andati.
    Non abbiamo voluto niente, solo starcene in pace per conto nostro.
    Siamo stati cacciati dal Bar, accusati delle cose più turpi e abbiamo subito attacchi pesantissimi sotto ogni punto di vista.
    Ora, dopo quello che è accaduto, che ha la sua genesi nel clima d’odio creatosi certamente non per colpa dell’Aero Club Bresso, viene fuori Lei con questa proposta.
    Francamente, ci sono già alcuni Presidenti che, del tutto disinteressatamente, mi hanno offerto aerei in prestito e non vedo dunque perché dovrei accettare l’offerta pelosa di chi mi vuole distruggere.
    Cordiali saluti.
    Andrea Corte

  2. La replica del sig. Corte non ha bisogno di commenti; chiunque ami il volo invece non può che concordare con il tono dell’articolo e con lo spirito di solidarietà che esprime nei confronti di chi ha subito l’aggressione; chi ha danneggiato gli aerei insieme a chi lo ha ispirato o indotto è un delinquente così come chi pochi mesi fa ha tentando di danneggiare le attività lavorative del nostro ex presidente Andrea Tremolada e le mie con lettere anonime e azioni che solo un verme peloso poteva concepire.

  3. caro Andrea, continuo a darti del tu perchè preferisco lo “stile Calcinate”.

    La tua risposta perde di efficacia per il semplice motivo che gli articoli pubblicati in questo blog non sono concordati con la dirigenza dell’Aero Club Milano.

    Io ho saputo, casualmente, dell’offerta del Cessna in uno scambio di messaggi con Paolo Gavazzi che ha accennato a questa idea.

    Nè Gavazzi, nè Tremolada o il presidente Paolo Franzo avrebbero reso pubblica questa notizia.

    Per quanto riguarda il ricorso al TAR, non lo conosco, ma immagino che riguardi la tutela del nome perché, come sai, è consuetudine parlare di aero club o scuola di volo di Bresso in riferimento all’Aero Club Milano e tu, come uomo di Legge, dovresti comprenderlo meglio di chiunque altro.

    Spiegami, poi, in base a quale principio tu e i tuoi soci avreste dovuto usufruire delle strutture dell’Aero Club Milano quando ve ne siete andati evitando di sanare i tanti debiti accumulati?

    Spiegami anche come mai ci sono piloti (ti posso fare i nomi), residenti a Milano, che aspettano da anni un posto hangar a Bresso e tu in pochi mesi hai ottenuto uno spazio di poco inferiore all’Aero Club Milano con pochissimi soci e due soli aerei?

    Quello che è successo al tuo club è gravissimo e l’autore è un delinquente che va consegnato alla giustizia, ma, sempre come uomo di Legge, non puoi addebitare colpe alla dirigenza dell’Aero Club Milano.

    Ti ripeto la mia esortazione perché forse non ti è chiara: a Bresso serve un periodo di pace e questa si ottiene ammettendo le proprie responsabilità.
    Tu sei responsabile dei comunicati e delle scelte del tuo club, a partire dalla scelta del nome.

    P.S.
    Mi chiamo Rocco Caruso, ma puoi chiamarmi semplicemente Rocco, evitando l’egregio signore.

  4. OOPS caro Rocco Caruso… temo che tu, come molti giornalisti, rischi di dare notizie infondate. Ti consiglierei di controllare le tue fonti visto che la proposta di prestare un aereo di AeC Milano ad AeC Bresso, ahimè, non è mai giunta, anzi direi che l’assordante silenzio di AeC Milano sull’eprisodio è quanto mai strano.
    Ah il vecchio giornalismo stile Bob Woodward e Carl Bernstein del Washignton Post dove si sdraiava il presidente degli Stati Uniti controllando le fonti temo sia ormai defunto.

  5. davvero non riesci a capire che non sono un giornalista, ma una persona che esprime liberamente la propria opinione in un blog, come si fa ormai da anni, pur con un certo timore perché dall’altra parte c’è un avvocato?

    Le fonti, ad ogni modo, sono due: Paolo Gavazzi citato dal sottoscritto e Andrea Tremolada di cui non sapevo, citato da Corte. C’è stato un incontro amichevole tra Franzo e Corte, il primo ha offerto un Cessna 172 in uso al vostro club e il secondo ha declinato.

    Poi il perché adesso Corte smentisca questa offerta non te lo so dire.

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