Aero Club Milano prova la ripartenza…

Si è svolta, ieri, una riunione informale tra i soci dell’Aero Club Milano per fare il punto sulla situazione finanziaria dello storico sodalizio e provare a indicare la strada da seguire per il risanamento.

Il consiglio direttivo è capace e gode finalmente della fiducia di gran parte dei soci.
Formato da Andrea Tremolada, presidente, socio storico e manager di un noto brand della moda, Giulio Corno, imprenditore a capo di un’azienda leader del settore new media, Paolo Franzo, avvocato, già ex presidente del club, Paolo Gavazzi, imprenditore e altri più giovani, Cocchi, Conedera e Morello nel ruolo di gregari.

Nelle prime due settimane, le mosse del consiglio sono state nell’ordine:

1) Un’attenta analisi del conto economico del club che vede debiti verso fornitori per circa 300.000 euro, debiti verso l’erario per una cifra analoga e debiti verso le banche per 67.000  euro, con fidi disponibili fino a 125.000 euro.

2) La convocazione dei 14 dipendenti per mostrare loro le difficoltà economiche del nostro club e un continuo dialogo del Presidente e dei suoi collaboratori con i funzionari di ENAC.

3) La messa in vendita (senza prezzo!!!) di uno dei CAP 10 su Planecheck.

4) Il mandato, a spese del Presidente, alla Image Building di gestire i comunicati stampa del club.

Purtroppo dobbiamo registrare due nuove dimissioni: quella del Direttore della scuola, il Comandante Parolari, ufficialmente per motivi personali, e quella dell’Accountable Manager del FTO (la scuola di volo) Silvia Palmieri.
Parolari è già stato sostituito dal Com.te Fausto Martelli.

Per rilanciare il club il consiglio direttivo ha preso le seguenti decisioni

1) Richiesta ai soci di versare una quota “Una Tantum” a fondo perduto di 3.200 euro, 1.700 euro entro l’8 di ottobre e altre 1.500 a marzo 2013, oltre alla quota sociale annuale.

2) Vendere 12/14 dei 26 aeroplani, principalmente i Cessna 172, sia nella versione M, R ed S e acquisire in leasing due Sportcruiser o Tecnam certificati.

3) Mantenere invariato il numero dei dipendenti.

4) Rinnovare nell’aspetto il sito internet aeroclubmilano.it e attivare iniziative di “Social Media Advertising” su Facebook e Youtube.

5) Promuovere il volo con battesimi del volo, open day, manifestazioni e corsi per vincere la paura di volare.

6) Ospitare un centro di assistenza avionica.

Di seguito il mio parere, per quanto possa servire, in merito alle decisioni prese, tenendo ben presente che il mandato è affidato a validi professionisti che hanno l’approvazione della maggioranza dei soci, mentre il sottoscritto rappresenta solo se stesso.

Per quanto riguarda il primo punto, il versamento di quote a fondo perduto, non c’è dubbio che la situazione è difficile. Io avrei preferito non superare la cifra di 1.000 euro, perchè si rischia di perdere altri soci.

Ritengo sia errata la vendita dei Cessna, in particolare il FACN, il MENC e il BUGY, ma qui andrebbe approfondito l’argomento, perchè per ogni aereo bisognerebbe sapere quanto costa, ma soprattutto quanto fa guadagnare al club.
Tuttavia se con 26 aerei il club fatturava tra i 2 e i 3 milioni di euro, è facile prevedere che con circa la metà di essi, gli incassi caleranno proporzionalmente, anche perchè è confermato il trend negativo dell’economia italiana per il 2013.
La scelta di mantenere lo J3 e l’Extra 300 è una scelta che si può fare se le casse del club sono sane, ma purtroppo in questo momento andrebbero svenduti, come andrebbe svenduto il GSGS per una cifra pari a 100.000 euro.
L’arrivo di due “ultraleggeri” certificati è buona, ma, secondo me, ininfluente, nel senso che con un leasing, non si dovrebbe peggiorare la situazione economica del club, ne avremo grossi guadagni.

Relativamente al numero dei dipendenti mi è difficile esprimere un giudizio perchè mi sembra normale che il loro posto di lavoro sta a cuore a me come ad ogni altro socio, tuttavia corriamo il rischio, per il costante calo dei soci e degli aeroplani, di non poterci più permettere di mantenere l’attuale numero. Questo argomento va affrontato prima possibile.

Rinnovare, con minima spesa o meglio gratuitamente, l’aspetto del sito internet è doveroso perchè rappresenta il biglietto da visita del club. Credo che l’attuale sito sia stato fatto da Luca Salvadori che è un ottimo ingegnere e un ottimo pilota, ma un pessimo grafico. Va ringraziato, ma per esigenze di marketing, che Andrea conosce meglio di chiunque altro, il sito deve essere bello e accattivante, pena la perdita di clienti.
Lascerei perdere i social networks, che rappresentanto solo un costo con ROI indecifrabile e mi concentrei sul Search Marketing, vale a dire la pubblicità sul motore di ricerca Google. Chi cerca “scuola volo milano” deve vedere in prima posizione un link a aeroclubmilano.it e non la CEPU.

Le iniziative per “aprire” il club a visitatori esterni mi lasciano perplesso e credo che rappresentino ulteriori costi che fanno perdere la concentrazione sul “core business” dell’aero club. Qui devo fare un precisazione: nell’ottimo intervento di Andrea Tremolada nella riunione di ieri, il Presidente ha citato Valbrembo quale competitor dell’Aero Club Milano. Valbrembo, con tre scuole di volo e un club di volo a vela, è un’ottima realtà nel panorama aeronautico italiano, ma non rappresenta il principale “competitor” del nostro club.
Il “core business” dell’Aero Club Milano è stato, in tantissimi anni, formare piloti di aviazione generale e di acrobazia aerea, permettere loro di volare liberamente sui velivoli del club e “muovere” (o meglio “ospitare”) i velivoli privati di alcuni soci. Valbrembo non offre nulla di tutto ciò! Si avvicinano alla nostra offerta, con alcune limitazioni, i servizi dell’Aero Club Varese che negli ultimi anni ha cercato di standardizzare la flotta sul Cessna 172 e recentemente ha introdotto due Tecnam 2002.
Per questo motivo torno a ripetere che va attentamente analizzata la programmazione della flotta, tenendo ben presente cosa vogliono i circa 300 soci e, forse, è un peccato che facciano parte del consiglio solo soci con aereo privato.

10 comments

  1. Ciao Rocco,
    Ho letto il tuo articolo e devo precisare alcuni punti :
    Il Cap 10 e’ in vendita ad un asking price di 50 K euro.
    Forse sono stato poco chiaro, la quota una tantum prevede nel caso le nostre performance siano
    particolarmente positive di non chiedere la differenza di 1500 in forma
    piena bensi’ decurtata in proporzione al conto economico aggiornato al 6
    Maggio e non Marzo come erroneamente indicato.
    Tra gli a/m in vendita vi sono certamente alcuni dei C 172 più’ anziani e
    un C172 G 1000 come pure un sp oltre al Seneca IV e al Saratoga.
    Riguardo i dipendenti c’e’ un inevitabile piano esuberi oltre a diverse riduzioni retributive.
    Giusta puntualizzazione circa il SEO (che era nei piani) e le attivita’
    online.
    Per quanto riguarda il consiglio direttivo e’ stato omesso il mio
    principale collaboratore, Luigi Colaiaco commercialista revisore dei conti
    che ha lavorato instancabilmente al mio fianco.
    Scuole di volo : ho preso a riferimento Valbrembo solo per evidenziare i
    costi di una struttura particolarmente snella e leggera (in tutti i sensi).
    I nostri competitors sono Varese, Biella etc..sebbene entrambi non abbiano
    club house ed offrono un servizio maggiormente orientato all’attivita’
    aeroscolastica.
    Infine riguardo agli altri consiglieri devo precisare che il 40 % non
    dispone di a/m privato.
    cordialmente,
    Andrea Tremolada

  2. Ciao Rocco,
    Come te sono un socio “mono mandatario”, ho grande stima di Andrea e la serata di ieri e’ stata sicuramente un suo personale successo, anche se purtroppo infangato dalle solite intemperanze degli ex “volo della fenice” (Franzo, bradipo & C.).
    Condivido il percorso di risanamento prospettato da Andrea, come te avrei delle obiezioni sugli a/m da alienare ma credo si tratti del sesso degli angeli; data la congiuntura corrente, sarà infatti il mercato e non il Club a scegliere quali macchine vendere.
    Come già avvenuto nel recente passato, qualche perplessità mi viene invece dall’evidente incapacità di comprendere i delicati equilibri necessari alla gestione della Scuola, visto il mancato rispetto delle prerogative connesse alle varie funzioni.
    Non si può sostituire nessuna funzione senza che la nuova sia formalmente accettata da ENAC, quindi fino a quel momento, l’accountable manager resterà la Palmieri, che non si è affatto dimessa, e la carica di direttore vacante, così come quella di CGI, essendo stato prontamente allontanato Lorenzi.
    In ultimo, non posso che concordare con te sulla costante assenza di rappresentanza dei Soci che NON possiedono un aereo.
    È un fatto che i “baroni”, che hanno sempre gestito il Club, poco o nulla si siano preoccupati delle esigenze dei Soci “plebei”. Un esempio su tutti può essere lo stato di penosa fatiscenza in cui versava la flotta consegnata dalla gestione Franzo a Battistello, che ha costretto il Club ad onerosissimi interventi già solo per garantirne l’aeronavigabilità.
    D’altronde, ai “baroni” serve solo una “cuccia” economica per i loro gioiellini ed una scuola che rinnovi licenze, alle volte di misteriosa provenienza, senza fare troppe storie…

  3. Caro Rocco, il tuo articolo si divide in due parti. La prima che dovrebbe esporre dei fatti e la seconda che contiene il tuo commento. La parte che contiene “i fatti” è piena di errori e di supposizioni tue, che fai passare per certezze. Il bollettino si chiama “NOTIZIARIO dei piloti italiani” e questo nome suscita la legittima aspettativa di leggere delle notizie vere, soprattutto se sono presentate come tali. Il presidente Tremolada ha ottenuto molti voti quando è stato eletto. Correva contro Franzo. Chi ha votato Tremolada evidentemente non voleva Franzo. La ampia fiducia data a Tremolada è stata tradita nel tempo record di 5 minuti, quando ha preteso Franzo quale suo consigliere, insieme ad altri dei suoi, contro il volere di parecchi soci che lo avevano appena eletto. L’affermazione che il consiglio goda della fiducia della maggioranza dei soci è pertanto una tua idea, perchè molti degli stessi che hanno votato Tremolada non si fidano affatto dell’operato del consiglio, me compresa. D’altro canto, nel primo consiglio tenutosi, mi risulta che Tremolada sia stato messo in minoranza dai noti consiglieri in decisioni certamente rilevanti, ad esempio, per la gestione della scuola. O forse mi sbaglio? E il fatto che ci siano state poche contestazioni durante la riunione di venerdì sera può ascriversi al fatto che non si trattasse di una assemblea (con votazioni), ma di una riunione informale, alla quale tra l’altro non hanno partecipato parecchi soci tra quelli profondamente contrari dalla scelta dei consiglieri. Quanto poi al fatto che il consiglio attuale sia capace, anche questa è una tua assoluta supposizione basata sul nulla. Io non so, tranne per tre persone, cosa facciano nella vita i consiglieri. Ma osservo che nel consiglio sono attualmente presenti alcuni degli stessi che, avendo ereditato un aeroclub perfetto da Manzaroli, hanno contribuito a gestirlo in modo tale da far ottenere le sanzioni che oggi si chiede ai soci di pagare con un contributo una tantum e la svendita di metà della flotta. Tu puoi fidarti quanto vuoi, ma io e molti come me hanno ottimi motivi per dubitare fortemente delle loro capacità di gestire l’aeroclub. Quanto poi al debito nei confronti della agenzia delle entrate, non è chiaro il motivo per il quale sia stato presentato come un debito da circa 300.000 euro, quando fino a poco fa era di gran lunga maggiore. Fai un notiziario, ma non ti sei curato di accertare per quale motivo la cifra presentata sia così diversa? E bada bene che non si tratta di un dettaglio insignificante. E’ IL motivo per il quale la situazione è così tragica. La scelta di vendere metà della flotta e di mantenere, in compenso, invariato il numero di dipendenti mi sembra molto discutibile. Le ore volate, con metà della flotta, sarebbero ovviamente di gran lunga inferiori. A fronte di ciò, il numero dei dipendenti sarebbe palesemente sovradimensionato e il loro costo per i soci/le ore di volo sarebbe ancora meno ammortizzato di adesso. Sulle dimissioni, ti invito ad informarti meglio. Inoltre mi sembra che tra le decisioni prese tu abbia tralasciato di parlare di quelle riguardanti Lorenzi, cioè l’istruttore al quale dei “misteriosi” soggetti prima dell’assemblea hanno prima tagliato le ruote della macchina e poi distrutto l’aereo a forza di martellate. Non so se l’abbia tralasciato tu, o se il consiglio abbia preferito tacere l’argomento. Ma se questo deve essere un blog con delle ricostruzioni dei fatti “fantasiose”, ti prego di modificargli il titolo. Altrimenti per cortesia informati meglio prima di scrivere, e cerca di correggere gli errori, perchè di disinformazione ne è gia stata fatta fin troppa, e guarda caso da sempre va tutta nella stessa direzione.

  4. cara Paola, ti posso dare ragione sull’inesattezza dell’articolo, come ha già evidenziato Andrea, delle cifre come riportate, se vuoi anche dell’intero blog, ma non sul punto che hai ripetuto più volte di una mia palese volontà di fare disinformazione.
    Questo articolo vuole avere due scopi, presentare ai soci assenti alla riunione un breve riassunto di quanto è stato detto, mi scuso con loro e con il consiglio per gli eventuali errori dovuti alla mia scarsa memoria, in secondo luogo promuovere una discussione sulle cose da fare per proseguire l’attività a Bresso.
    Per quanto riguarda Paolo Franzo consigliere, ho già scritto sul forum VFRflight
    http://www.vfrflight.net/index.php/topic,12411.15.html
    che è stata una mossa poco elegante (che poi è il peggior insulto si possa fare ad Andrea), ma è pur sempre una scelta legittima, avallata dal voto dei soci presenti all’assemblea. Il tuo principale errore, oltre a rivangare il passato, è pensare che si possa continuare la storia del club senza Franzo, senza Salvadori e chissà quanti altri, magari un giorno senza Rocco Caruso, o per lo meno che alcuni soci non abbiamo diritto a essere eletti consiglieri, perchè hanno osato opporsi ad Andrea Corte.
    Non conosco il motivo per cui sia stato “allontanato” Marco Lorenzi, con cui ho avuto il piacere di volare e pranzare a Valbrembo. Scrivo “allontanato” perchè non so se era dipendente o collaboratore, ma a dire il vero non conosco e non voglio sapere quali siano i motivi della costante “lotta” tra alcuni istruttori della scuola che si è andata ad aggiungere alle tante difficoltà che il nostro club ha dovuto affrontare.
    Ti invito, perciò, nuovamente, a fare proposte valide e costruttive per aiutare il nostro aero club e a tralasciare inutili lamenti e polemiche.

  5. Gent.mi, non entro nell’ennesima polemica dei soliti ma ringrazio Rocco per aver rese pubbliche le richieste del consiglio direttivo a noi soci.
    una su tutte la richiesta di una tantum, e mi rivolgo anche all’amico Presidente:
    non siamo stati noi soci a vendere sottocosto ( è stato provato pubblicamente) ore e ore di volo, non siamo stati noi soci a nominare nella scuola persone che addirittura hanno goduto di rimborsi per alberghi perchè fuori sede (sa tanto di politici…), non siamo stati noi soci a nascondere/omettere ricevute all’agenzia delle entrate, non siamo stati noi soci a combatterci e sfidarci sulle poltrone in modo da scontentare un pò tutti e far crollare l’entusiasmo di molti, che ha portato ad avere anche una moltitudine di istruttori extra a scapito di quelli già a libro paga ( questa giuro non la capirò mai)…. ci chiedete quindi in un momento difficile di mettere le mani in tasca per coprire la malagestione precedente?? facciamo delle azioni di responsabilità seria, recuperiamo prima tutti i soldi che alcuni devono, piuttosto alziamo le tariffe di volo (vedere ad esempio quanto costa volare a Fano), vendiamo aerei che non si utilizzano e poi in extrema ratio chiediamo ai soci . perchè dobbiamo pagare noi le colpe di chi non è stato capace di gestire? e mi rivolgo a tutti, come li chiamo io..Corti – giani e Feni – ciani, chiunque sia che abbia arrecato danno al club sia giusto che paghi, poi tireremo le somme…
    scusate la franchezza ma non ci sto.
    Niccolò Susini

  6. Caro Rocco,
    a quello che tu reputi essere il mio più grande errore, e cioè di pensare che l’aeroclub possa andare avanti senza franzo e salvadori, ti risponderò con una citazione del mio maestro, Sergio Dallan: “i cimiteri sono pieni di persone indispensabili”, e quindi figurati di quante persone superflue… eppure il mondo come vedi va avanti ugualmente.
    Per quanto attiene al fatto che secondo te io voglia l’allontanamento di chicchessia perchè si sono opposti a mio padre, ti faccio notare che questo è quello che il blog di salvadori ha disperatamente cercato di far credere a tutti, al solo scopo di mettere i meno informati contro mio padre. Ci sono persone, come Andrea Corte o Roberto Manzaroli, che hanno gestito l’aeroclub per più di dieci anni ciascuno, costruendolo, e sormontando, ti assicuro, parecchi ostacoli. Mio padre ha lasciato volontariamente la presidenza dopo 3 mandati al suo vice, Roberto Manzaroli, che è stato presidente a sua volta fino alla sua tragica scomparsa.
    Altri presidenti, invece, sono stati mandati a casa dopo meno di un mandato, non prima però di aver combinato dei danni che sembrano purtroppo irreparabili.
    Andrea Corte ha contribuito a costruire l’aeroclub. Quanto a Franzo, i danni verificati durante la sua gestione sono sotto gli occhi di tutti, ma non ho ancora sentito nè visto nemmeno una cosa buona che abbia mai fatto per l’aeroclub. NON UNA.
    Non possono essere paragonati, e solo chi non conosce la storia dell’aeroclub può pensare che possano essere messi sullo stesso piano.
    E per di più, una analisi obiettiva di porterebbe a renderti conto che forse è vero l’opposto, e cioè che chi ha osato opporsi a Franzo si è visto maltrattare in vari modi. Fischi e tentativi di essere mesi a tacere in assemblea da parte di pochi soci aizzati a dovere, mailing list diffamatorie che sono andate avanti mesi, macchine rigate, gomme tagliate, aerei presi a martellate ecc. Non che io creda che sia stato lui a fare i danni, assolutamente no, mi sento di escluderlo ( e ci tengo che sia chiaro). Ma resta il fatto che chi si è visto maltrattare in modo incivile è chi si è opposto a Franzo, e ti invito a rendertene conto.
    L’aeroclub ha bisogno di soci che volino con gli aerei del club e di persone in grado di gestire l’aeroclub in un momento di grande crisi. Chi non è riuscito a gestire al meglio l’aeroclub quando andava benissimo, non vedo come possa diventare indispensabile quando l’aeroclub è in crisi. Forse me lo vuoi spiegare tu?
    L’aeroclub senza Salvadori andrebbe avanti non bene, benissimo, anzi a mio avviso molto meglio. Ma non perchè si sia opposto a mio padre. Perchè vola poco/niente con gli aerei del club, e si è reso autore di un blog che ha sparso notizie false ed ha suscitato malumori e tensioni mostruose (nemici dei soci che cercano nel volo uno svago, cioè dei soci di aeroclub). In cosa sarebbe insostituibile secondo te?
    Detto ciò, se vuoi che i soci propongano soluzioni ai problemi del club, il primo passo è spiegare ai soci quali siano i problemi del club.
    Il primo è la sanzione.
    Il secondo sono gli altri debiti.
    Il terzo è dato dalle decisioni che riguardano la scuola, che è indispensabile per creare nuovi soci dell’aeroclub che altrimenti andrà a morire.
    Il quarto è dato dal fatto che si forniscono da più parti delle informazioni sbagliate e quindi i soci non hanno le informazioni minime per poter ragionare e proporre soluzioni ( e in questo, volontariamente o no, tu non aiuti con questo articolo).
    Il quinto è dato da un quantitativo di dipendenti eccessivo (meglio la flessibilità?).
    Il sesto è dato dalla necessità di uno svecchiamento della flotta (non si tratta di svendere metà della flotta, ma di sostituire alcuni aerei con altri che abbiano costi inferiori).
    La mia proposta è di iniziare a fornire le informazioni corrette in modo che si possa ragionare sulla situazione reale.
    Le proposte che avanzi tu quali sono?

  7. Approfitto di questo Blog per pubblicare una mail che poco fa ho inviato ad Andrea Tremolada….

    La pubblico integralmente perchè vi sono considerazioni che potrebbero essere di spunto per una proficua base di discussione.

    Oggetto: Considerazioni a valle della riunione di venerdi scorso

    Ciao Andrea,
    qualche tempo fa quando si parlava della tua candidatura alla presidenza del club pensai, considerati i tanti discorsi fatti insieme sul destino e sul modo di gestire il ns aeroclub, che forse le cose sarebbero finalmente andate per il verso giusto.
    Un volto nuovo, lontano dalle beghe di poltrona, una persona di cui provo profonda stima e di cui conosco l’amore incondizionato verso il Volo.
    Ricordi quando ti parlavo delle ragioni che portavano a rinunciare al volo, sebbene fossero diverse, quella più importante era ed è senza alcun dubbio ancor di più oggi quella economica.
    Parlavamo dei 2 gruppi presenti a Bresso.
    Il gruppo di chi vola e poco importa loro se il costo orario aumenta, se vi è da versare una o più “una tantum”.
    Poi c’è il gruppo di chi ha tanto desiderio ma deve dare priorità alle necessità e poi al proprio divertimento: io appartengo al secondo gruppo. E siccome la passione per il volo è molta ho da sempre promosso iniziative per unire i soci. La più riuscita ed anche la più invidiata da parte di qualche povero idiota all’interno del club è stata l’iniziativa “Voliamo Insieme”, che quest’anno ha celebrato la 20a edizione, sviluppando qualche migliaio di ore di volo, fatto volare decine e decine di piloti e migliaia di passeggeri, e da cui sono usciti anche diversi allievi poi brevettatisi.
    Se ben ricordi, tra i vari argomenti ti dissi che era ora di invertire la tendenza sulla composizione del consiglio. Molti soci non si sentivano e non si sentono rappresentati da un consiglio che è composto da una maggioranza di proprietari di aerei. Su 300 soci ho contato una trentina di proprietari che rappresentano più o meno il 10% dei soci e che nel consiglio direttivo detengono l’85% del potere decisionale (4 voti dei consiglieri proprietari + i tuoi 2 voti, quindi 6 voti su 7, escludendo i rappresentanti di specialità che non hanno diritto di voto). Il potere decisionale è quindi in mano al primo gruppo, ai possessori di uno o più aeromobili all’interno del club.
    Ma non è solo questo: il concetto che si deve allargare è sui servizi e/o vantaggi che ogni socio (proprietario o no) ha nel ns sodalizio, per una più equa richiesta dell’una tantum e non solo. Nella richiesta dell’una tantum si sarebbe dovuto fare, a mio avviso, una netta distinzione tra soci che volano con aerei privati, e soci che volano con aerei del club.
    Quali svantaggi economici, e non solo, avrebbe un socio del primo gruppo se Bresso non ci fosse più? Dovrebbe cercarsi un altro aeroporto dove riparare il proprio aereo, e qui intorno non ci sono posti per tutti, e a quali costi visto che la maggior parte di essi paga una quota ridicola o addirittura non paga?
    E avrebbe gli stessi servizi? A Bresso i meccanici sono sempre disponibili su richiesta, ma se fossero di base a Linate il servizio sarebbe altrettanto solerte? Forse si, ma a quali costi?
    La facilità e la libertà di arrivare a Bresso, di prendersi il proprio aereo e di andarsene senza magari chiamare la biga, l’avrebbe ancora se partisse da un altro aeroporto?… dove magari c’è la guardia di finanza che controlla chi va e chi viene, quante volte, e a chi è intestato l’aereo?
    Quali svantaggi economici avrebbe invece il socio del secondo gruppo?
    Probabilmente lo svantaggio di recarsi presso un club meno fornito e il disagio della distanza…
    Ecco perché, caro Andrea, secondo me la suddivisione debito/socio così fatta non è in questo caso equa.
    Il primo gruppo soffrirebbe di un enorme svantaggio per la chiusura del Club e quindi deve dare proporzionalmente molto di più per evitare di perdere una serie interminabile di vantaggi.
    Sono certo di sbagliarmi in difetto se dicessi che suddividendo 1.048.000 euro / 30 proprietari = 35.000 euro ciascuno corrisponderebbe il solo costo di hangaraggio di un solo aereo presso strutture aeroportuali vicine a Bresso, ammesso che ne abbiano la disponibilità.
    Il secondo gruppo, che fa già fatica di suo, anziché allontanarlo con questa manovra di una tantum potrebbe invece rinnovare la quota, magari anticipandola ad ottobre.
    E’ bene considerare che per ogni socio in meno si perderebbero mediamente 4.000 euro tra quota associativa e ore di volo. E del secondo gruppo Andrea, se le cose restano così, lascerebbero il club in molti. Me compreso.
    I possessori di aeromobili usufruiscono di una quantità di servizi e frequenza che il socio ordinario per sua natura non utilizza.
    Volevo precisare che questo non vuole essere un discorso discriminatorio, ma un vedere con maggior aderenza alla realtà la suddivisione delle spese in funzione dei vantaggi/servizi usufruiti.
    Potrebbe a taluni risultare antipatico, ma, come credo di aver espresso, il club è anche di chi si vede poco, ma che numericamente rappresenta la maggioranza e che dà al club “il vero ruolo…” Un club di 30/40 persone difficilmente avrebbe un ruolo sostenibile in un’area così ambita quale è l’aeroporto di Bresso.
    Questa riflessione non è solo sulla questione “Una tantum”, il resto come si affronterà il dopo (Agenzia delle Entrate: la valutazione di 300.000 euro presentata è un po’ ottimistica), auspicandoci che vi sia un dopo, è ancora poco chiaro e questo è un ulteriore punto a sfavore per la disponibilità a versarla.
    Un caro saluto Salvatore

    • Caro Salvatore,
      sono d’accordo con te al 100%.
      In quanto scrivi c’è qualche imprecisione, i proprietari di aereo non sono solo 30, anche perchè molti aerei sono in comproprietà tra più persone, ma il ragionamento non fa comunque una grinza.
      Sono i Soci che usano gli aerei del Club a garantirne la sopravvivenza non certo i proprietari di aereo, che in definitiva sono solo dei parassiti, e pure dalle grandi pretese.
      Da noi un posto in hangar costa, all’anno, 2 euro per chilo, all’ATA di Linate il minimo è 15 mila euro !
      Ma questo è possibile solo perchè il Club gode dello sconto del 90% sul canone concessorio, sconto che però sarebbe riservato alla flotta propria.
      Purtroppo siamo noi “peones” a sbagliare ad ogni elezione non presentandoci compatti.
      I “baroni” applicano solo la strategia che risale ai tempi di Roma, “divide et impera”, e noi regolarmente ci caschiamo…

      Ciao ed un sentito ringraziamento a Rocco che ogni tanto ci ospita.

  8. Buon giorno a tutti,
    Sono socio da qualche anno, non posseggo un aereo e volo quando posso ( meno di quanto vorrei) . Non frequento molto la vita “sociale” , e ho osservato le ultime vicissitudini un po’ da lontano. Posto che non conosco personalmente nessun protagonista delle due fazioni, ne’ il nuovo Presidente, mi sarei atteso – a supporto della richiesta di una tantum – un’ assemblea e non una riunione, un voluminoso fascicolo con il dettaglio della situazione patrimoniale ad oggi ( debiti per anno di formazione, crediti per esigibilita’, beni con criteri di valutazione e presunti tempi realizzo) , una proiezione costi / ricavi mensili per i prossimi 12 mesi e un impegno ad un aggiornamento periodico …. . Cosi’ come una relazione dettagliata dell’ accertamento dell’ Agenzia delle Entrate ( per il quale credo la cifra di 300.000 euro si riferisca solo all’ obbligo di pagamento di 1/3 al momento della presentazione del ricorso) , problema che mi pare poco considerato, o quantomeno poco discusso.
    Ho invece assistito ad una presentazione di un nuovo prodotto, elegante e formalmente ineccepibile ma carente di supporto numerico….

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