Maurizio Bignami e l’ammirazione di un bimbo per i piloti kamikaze

La storia e le passioni di Maurizio Bignami, pilota dell’Aero Club Adele Orsi e del Delta Club Laveno, caduto recentemente con il proprio aliante, non possono non far tornare alla mente uno dei film più belli e riusciti della cinematografia aeronautica, “L’impero del sole“, dove il piccolo Jamie, bimbo inglese prigioniero, stabilisce una naturale compassione con i piloti militari giapponesi, impegnati in missioni suicide.

Il termine “kamikaze” è globalmente sinonimo di spericolato o, peggio, di attacco terroristico, tuttavia nella cultura giapponese fa riferimento al nome di un tifone, il cui significato è “vento divino” ed assume una valenza positiva. In questo caso mi piace usarlo per indicare l’assoluto senso di disciplina che sport come il Judo e il Volo a vela insegnano ai propri praticanti.

Spiegarvi come sia potuto accadere un simile incidente non è possibile.

Il Volo a vela, in particolare in zone alpine, è uno sport affascinante, ma reca con sé una percentuale di insicurezza che supera il controllo e la capacità del pilota di evitare l’incidente, sia esso un pilota ai primi voli o un pluricampione del mondo, esattamente come, per i piloti giapponesi, era impossibile e inimmaginabile sottrarsi al dovere di servire l’Imperatore.

Forse in futuro la tecnologia aiuterà i volovelisti ad affrontare voli di distanza in piena sicurezza, anche in zone montagnose, ma finché il rischio connesso non sarà completamente estinto non potremo far altro che meravigliarci per le imprese che compiono questi piloti, anche se possono trasformarsi, a volte, in tragedie.
Proprio come farebbe il piccolo Jamie.

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Aero Club Adele Orsi
Delta Club Laveno

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