Il gatto e la volpe

“Giuseppe Leoni, ladrone!!!”
Torno a occuparmi, sempre controvoglia, del caso Leoni e AeCI con un’apertura ispirata allo storico slogan della Lega Nord: “Roma Ladrona”. L’ho messo tra virgolette perchè non intendo farlo mio, ma è solo la rappresentazione del sentire comune tra i piloti che ha portato alla nascita di movimenti per la cacciata del Senatore dal ponte di comando del nostro NAC e alla realizzazione di un servizio televisivo delle Iene che potete vedere su video.mediaset.it.

Premetto che io sono favorevole al cambiamento, quindi, dopo una decina d’anni di gestione Leoni, non ho nessun timore a scrivere che il nuovo presidente AeCI dovrebbe essere qualcun’altro, sempre che quello che segue non sia peggio, ma vediamo di stabilire alcuni punti sull’operato di Leoni.

Dunque quali sono le accuse?

La prima è di avere usato soldi pubblici per coprire un debito nei confronti della Federazione Aeronautica Internazionale contratto dall’Aero Club Torino, soggetto privato, per l’organizzazione dei World Air Games nel 2009.
Qui c’è un errore di fondo, l’ente organizzatore dei WAG non è il club di Torino, ma è l’AeCI che riceve mandato dalla FAI e delega il club locale.
Per quale motivo i WAG dovrebbero essere pagati esclusivamente dai soci del Aero Club Torino e non dai contribuenti italiani?
Inoltre, nel riportare i pagamenti alla FAI si vede chiaramente che, nel 2009, AeCI pagava 44.000 euro per oltre 30.000 associati e non come riportato dal giornalista Mediaset 18.000 euro per 11.000.

La seconda è per il pagamento di un avvocato, per 9.000 + 6.000 euro, a fronte di un processo per diffamazione a mezzo internet, avvenuta sul forum Aviazione Leggera Online come si vede nel filmato che mostra la sentenza.
Non ho seguito la discussione sul forum e non so quale sia stata la sentenza del Tribunale, tuttavia se il Ministero dei trasporti, dopo un’interrogazione parlamentare in merito e la magistratura italiana, a seguito di querela, non hanno agito nei confronti del Senatore, mi sembra di poter affermare che quella spesa di 15.000 è compatibile, indipendentemente dall’espediente segnalato dal giornalista “vinco, prendo i soldi, perdo, paga AeCI”.

Tralascio di commentare, per carità di patria, la minaccia dei militari con mitra!

Insomma serve qualcos’altro per sostenere l’ipotesi di furto, certo che Andrea Corte e Giuseppe Leoni, insieme, mi ricordano tanto i Fichi d’India nel “Pinocchio” di Roberto Benigni…

One comment

  1. Sulla causa per diffamazione, il Sen. Leoni ha usato soldi pubblici per una causa privata; se i ministeri competenti non sono ancora intervenuti è perchè molto probabilmente non erano a conoscenza.

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