Costa, una famiglia tra le nuvole

Fine giugno 1998, una carovana formata da tre auto parte, dall’aeroporto di Calcinate, alla volta della Polonia, dove si svolgeranno i campionati europei di volo a vela, sulla prima il CT della nazionale italiana Bob Monti, campione italiano di classe libera, e la moglie Mina, sulla seconda Corrado Costa, campione italiano di classe standard, con il figlio Mattia, 17 anni e fresco di brevetto di volo, sulla terza il sottoscritto con Umberto Mantica.

Ricordo che, appena conosciuto, chiesi a Corrado di controllare se avessi agganciato correttamente il carrello all’auto che avrei guidato, entrambi di Thomas Gostner, pilota a cui avrei fatto da squadra. La prima impressione ricevuta, confermata poi nel tempo, è stata di una persona dalla massima disponibilità e tranquillità.
Mattia, invece, aveva e suppongo abbia ancora, l’aria un po’ sbarazzina e lo sguardo furbo di chi la sa lunga, anche se all’epoca era ancora minorenne.
Franco, il papà di Corrado e nonno di Mattia, l’ho conosciuto solo qualche anno dopo, un’eleganza e un savoir-faire rari, difficili da eguagliare.
Tre modi, forse diversi di essere, due grandi passioni che li unisce: il volo, sono tutti piloti di aliante e l’arte, sia essa musica, teatro, cinema o fotografia.

Da questo straordinario percorso famigliare è nato un prodotto video che, difficilmente, avrebbe visto la luce in un paese, come l’Italia, poco propenso ad innovare nel settore televisivo: “IO VOLO” per la regia di Mattia Costa e con la partecipazione di alcuni dei migliori piloti sportivi di aliante, tra cui il papà Corrado.
La narrazione, nella prima parte, è incessante, alternata a spettacolari immagini di volo che permettono allo spettatore di vivere l’emozione di un volo o di una gara in aliante.
Più riflessiva, ma altrettanto coinvolgente, la seconda parte che vede protagonista un’allieva pilota, Rosa, accompagnata dall’istruttrice di volo, Anna, nelle sue primissime lezioni di volo. Un quadro aeronautico che emoziona sia gli appassionati di volo, sia coloro che sono completamente estranei al mondo dell’aviazione. Tanti insegnamenti che tornano utili anche nella vita di tutti i giorni con i piedi piantati a terra.

Difficile provare ad anticipare la prossima opera di Mattia Costa che sperimenta sempre nuove forme di comunicazione tra cui il Film-Live dove lo spettatore partecipa all’azione dell’opera cinematografica e viene coinvolto in riflessioni che pervadono l’animo.
Forse non sarà a tema aeronautico, ma chissà che un giorno Mattia non torni ad occuparsi di cose che volano e di gente dell’aria.

Un suggerimento mi permetto di darlo. Infatti partiti in auto, Mattia ed io tornammo dalla Polonia a bordo di un C-130 dell’Aeronautica che riportava Jeep e l’aliante Nimbus su cui avevano volato i piloti militari Luca Urbani e Filippo Zuffada. Mattia passò l’intero volo, atterraggio a Ciampino incluso, nella cabina di pilotaggio, per poi scendere, entusiasta come un bambino che scende dalle giostre.

Le immagini di volo dell’Aeronautica Militare sono spesso scontate e ripetitive, chissà che l’Arma Azzurra che già ha provato ad arruolare Mattia quando era più giovane, non lo convochi per un documentario realizzato con un pennello d’artista…

Link: mattiacosta.it

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