Leoni, presidente e commissario AeCI

Parlare del senatore della Lega Nord Giuseppe Leoni, già presidente e commissario dell’Aero Club d’Italia, dovrebbe farmi piacere perchè a me è simpatico.
Intendiamoci non lo conosco personalmente, ma le poche volte che l’ho sentito parlare mi ha ispirato fiducia e, appunto, simpatia.
Allora perchè ho usato il condizionale? Semplice viviamo in paese dove basta davvero poco per prendersi una querela e, mi spiace per i miei quattro lettori, ma non ho nessuna voglia di tornare nei gironi infernali della Giustizia italiana.

Quindi sarò molto cauto e questo articolo sarà blando e pacifico oltre ogni limite. Se non temete la noia continuate pure a leggere.

Di lui so poco, potrei andare a leggere le note su Wikipedia o sul sito del Senato, ma preferisco affidarmi a quello che ricordo che poi è quello che ci interessa, vale a dire la sua vita aeronautica. So che è un architetto, professione che ha esercitato nella provincia di Varese, è appassionato di aviazione e presumo abbia iniziato a volare sull’aeroporto di Vergiate, dove aveva sede l’omonimo club oppure sull’aeroporto di Venegono Inferiore dove ha sede l’Aero Club Varese.
Negli anni ’80 fonda con Umberto Bossi la Lega Nord che, da movimento locale, nei successivi anni ’90 diventa un partito politico di interesse nazionale. Fa parte dell’area cattolica del partito federalista.

Aderisce ad AOPA Italia, l’associazione dei proprietari e dei piloti di aeroplano e durante un’assemblea dove si discuteva uno dei tanti problemi dell’aviazione generale, si presenta e offre il proprio aiuto anche in forza dell’essere un Senatore della Repubblica.
In quegli anni, se non ricordo male, Presidente di AOPA era l’Avvocato Andrea Corte che poi verrà nominato consigliere di ENAC.

Leoni inizia a volare anche a Calcinate su un motoaliante Fournier e diviene socio dell’Aero Club Adele Orsi. Nei primi anni 2000 le Federazioni di volo a vela, volo libero e volo ultraleggero portano in giudizio, dinnanzi al consiglio della Federazione Aeronautica Internazionale, l’Avvocato Mario Testa e presidente AeCI da tanti anni, accusato di non rappresentare i piloti italiani. Viene creata, sotto la presidenza del campione del mondo di volo a vela Leonardo Brigliadori, la Confederazione degli Sport dell’Aria che avrà vita breve, ma servirà a rimarcare le ferme intenzioni delle federazioni aeronautiche di spodestare il presidente AeCI.
L’operazione, spalleggiata dal consigliere FAI e pilota di aliante Alvaro de Orleans-Borbon, ha successo e in questo scenario nasce la candidatura di Leoni alla Presidenza dell’AeCI che riesce a fare da collante a specialità completamente diverse.
Nasce un nuovo statuto AeCI che fa rabbrividire i pochi che hanno la forza di leggerlo!

Nei dieci anni che seguono Leoni commette principalmente due errori.

Il primo, come abbiamo sottolineato nel precedente articolo, è stato quello di inimicarsi l’Aero Club Centrale di Volo a Vela, il centro nazionale di volo a vela dove si forma la maggior parte dei volovelisti italiani, club che si è sfederato dall’Aero Club d’Italia e la Scuola Nazionale Elicotteri di Lugo i cui strascichi, mi sembra di capire, continuano nelle querele e nelle interrogazioni parlamentari di oggi.

Eppoi non essere stato in grado di concludere l’evoluzione democratica dell’Aero Club d’Italia, avviata con il tentativo di aumentare il numero di Aero Club, coinvolgere le associazioni aggregate e i piloti di specialità che precedentemente non avevano alcuna rappresentanza nell’ente centrale, ma soprattutto di prevedere dei pesi e bilanciamenti in grado di armonizzare la partecipazione delle varie federazioni aeronautiche alle decisioni del consiglio federale.

In questo breve articolo non ho, volutamente, trattato l’argomento Piano Rinnovo Flotta che cercherò di approfondire di un successivo scritto.

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