Presidenziali AeCI 2012

E’ iniziata la campagna elettorale per le elezioni presidenziali dell’Aero Club d’Italia e in questo breve articolo vorrei proporre la mia opinione in qualità di socio, ma ovviamente in quanto appassionato da sempre di aviazione sportiva.

Partiamo da un giudizio sull’ente, giudizio negativo, naturalmente, per tanti motivi.

Il primo e più grave è  che si tratta di un ente pubblico soggetto al controllo di diversi Ministeri, quindi si presenta con tutte le caratteristiche del carrozzone di Stato: sede megagalattica a Roma, tanti dipendenti (non ce l’abbiamo con loro, anzi!) ed elevate spese non per promuovere il volo come da statuto, ma per promuovere principalmente se stesso.
Il solo vantaggio pratico è che quando un governo della Repubblica decide di applicare tasse, spesso salate mai eque, sugli aeromobili, quelli iscritti nel disciplinare di un aero club federato, vengono esentati. Non è poco, ma fa molto USSR, per intenderci.

Il secondo, e altrettanto grave, è la mancanza di promozione del volo sia tra i giovani sia tra chi giovane non è ma potrebbe dedicarsi al volo spinto da qualche iniziativa che normalmente è affidata alla buona volontà dei singoli club.

Il terzo motivo che mi spinge a dare un giudizio negativo è il suo Statuto che è un pasticcio partorito subito dopo la defenestrazione, con tanto di intrigo internazionale, dell’Avvocato Testa, nello studio di un altro legale, consulente di un noto volovelista.
Il nuovo Statuto avrebbe dovuto recepire le istanze dei piloti VDS e volo libero, la maggioranza e salvaguardare alcune agevolazioni dei piloti a motore e a vela, la minoranza. Il risultato è stato che club, associazioni e piloti sono generalmente insoddisfatti.

Dunque, detto questo, come vorrei che fosse l’Aero Club d’Italia?

Semplicemente una Confederazione sportiva, istituzione di diritto di privato, naturalmente senza scopo di lucro, ma snella, con personale volontario, presidente incluso, tesa al raggiungimento di un unico scopo promuovere il volo sportivo, un po’ come fa la National Aeronautic Association negli Stati Uniti. Anche se capisco bene che l’Italia non è come gli Stati Uniti e che un cambiamento siffatto, indipendente dalla volontà del Presidente AeCI, ma soggetto alla legislazione nazionale, potrebbe alla fine rivelarsi un boomerang!

Questa in breve la mia opinione sull’ente, ora proverò a dare un giudizio sulla precedente Presidenza, e commissariamento AeCI, quella del sen. Giuseppe Leoni.
Purtroppo anche in questo caso il giudizio è sotto la sufficienza principalmente per due motivi: il caso “Aero Club Lugo – Scuola Nazionale Elicotteri” e il caso “Aero Club Centrale Volo a Vela”. Questi due centri di eccellenza, rappresentavano e fortunatamente rappresentano ancora due gioielli dell’aviazione generale e sportiva italiana, due gemme che lavorate da mani inesperte rischiano di frantumarsi, perdendo completamente il loro valore. Ebbene io non conosco bene entrambi i casi, non so chi abbia consigliato il sen. Leoni, a cui lascio il beneficio della buona fede, ma so che si è rischiato un danno irreparabile per tanti piloti italiani, che fortunatamente è stato evitato grazie alla caparbietà di alcuni volenterosi uomini che hanno contrastato e superato direttive senza senso come la sottrazione della flotta.
Al sen. Leoni si può assegnare il merito di aver rilanciato la comunicazione dell’AeCI verso i soci, che prima era affidata ad uno scarno notiziario, grazie anche all’utilizzo di internet.

Non appena saranno presentati i programmi dei candidati, se mai lo faranno e se mai saranno più di uno, proverò a dare un giudizio anche su questi. Per il momento vi segnalo un gruppo apparso su Facebook, xAECI, in supporto alla candidatura di Mario Marinelli, socio dell’Aero Club di Carpi.

 

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