Riunione turbolenta a Milano

Il lettore penserà che in questo primo articolo soffierò sul fuoco che è divampato in una riunione informale dell’Aero Club Milano sulla prossima visita che Papa Benedetto XVI ha in programma nel mese di Maggio sull’aeroporto di Bresso per incontrare le famiglie. Invece no perchè vestirò i panni del pilota della forestale (il carnevale milanese me lo consente) per spegnere quei piccoli focolai rimasti e per tranquillizzare i giovani piloti che potrebbero essere turbati da comportamenti all’apparenza molto aggressivi.

In effetti già quella sera Andrea Tremolada, pilota di lunga esperienza del club ha provato a pacificare le due fazioni che si scontravano sull’operato di Mario Battistello, presidente del Club. Cosa è successo?

Semplice, anni fa, in Messico, durante un incontro simile il Papa, probabilmente su suggerimento del Cardinale Tettamanzi, ha indicato Milano come luogo del prossimo incontro. Per anni nessuno si è occupato della cosa, ora, qualche mese fa, la Curia di Milano, scartate le ipotesi Ippodromo di San Siro e Caserma Santa Barbara, non sapendo a quale santo votarsi, ha indicato l’aeroporto di Bresso come unico posto possibile, come già detto, per effettuare la manifestazione.
In ottobre il governo Berlusconi, poco prima di cadere, ha emanato un decreto dichiarando la manifestazione, che si chiamerà Family 2012, “un Grande Evento, senza oneri per lo Stato”.

Non chiedeteci cosa significhi Grande Evento perchè non lo sappiamo e non lo vogliamo sapere, sappiamo solo che si deve fare, non a tutti costi perchè di soldi non ce ne sono, ma si deve fare. Dov’è il problema?

Il problema nasce dal fatto che, per una manifestazione di tre o quattro giorni, il club dovrà rimanere chiuso per 40 o 60 giorni… mi è passata la voglia di scrivere i numeri  per esteso, causando una sicura perdita per le casse del sodalizio e, a causa dell’elevato numero di pellegrini (si stima fino a due milioni), un probabile danno per le strutture aeroportuali, recentemente messe a nuovo da ENAC dopo tanti anni di incuria.

Torniamo ai soci dell’Aero Club Milano. Alcuni hanno affermato che il Presidente del Club poco o nulla ha fatto per contrastare questa “pacifica” invasione e che come minimo avrebbe potuto preventivare una stima del danno economico da presentare alla Fondazione o al commissario dell’evento. Io non sono d’accordo, ma comunque questo è ciò che è stato detto, paventando il ricorso ad un’assemblea straordinaria tramite un’improvvisata raccolta di firme.

Quale soluzione verrà adottata? Dunque secondo quanto presentato da alcuni consiglieri la flotta del club sarà spostata su aeroporti vicini, Valbrembo, Vergiate, Voghera e, solo per gli allievi CPL e piloti IR, Linate. Funzionerà? Deve funzionare, tuttavia sono sicuro che l’Aero Club Milano riprenderà la sua storica attività aeronautica con ancora maggior successo.

Una piccola nota a margine. Alla riunione ha partecipato anche il Presidente AeCi e Senatore Leoni che nel suo intervento ha affermato che l’Aero Club Milano è il migliore in Italia, un po’ come fanno le rockstar quando a un concerto dichiarano di amare esclusivamente una certa città.
Ha sbagliato. L’aero club migliore è quello proprietario o quasi dell’aeroporto su cui effettua  attività di volo. In Italia ne abbiamo almeno tre, ad Alzate, Calcinate e Valbrembo, ma sono club di volo a vela.

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